errori di ristrutturazione

Errori di ristrutturazione: una piccola guida

15 Febbraio 2018 | RISTRUTTURARE

Scritto da Cristina Iaconi

Architetto

errori di ristrutturazione
Alcuni errori di ristrutturazione sono letteralmente…dietro la porta:
come comportarsi per evitare di pentirsi in un secondo momento.

Progettare l’architettura non è fare: “lunghezza + larghezza + altezza + materiali + arredi + luce”. Occorre conoscere le regole, saper prevedere, conoscere la storia, saper immaginare e saper far immaginare! Sul piano degli errori, quello più rilevante è senz’altro il non avere una visione d’insieme.

SUGGERIMENTO
Cambia prospettiva, osserva da diversi punti di vista, anche da quelli più insoliti.

1. Non avere una visione d’insieme dello spazio

2. Non studiare i percorsi

I passaggi e percorsi tra i differenti ambienti della casa sono molto importanti e spesso nella composizione si tende a non tener conto della loro intrinseca rilevanza ai fini di utilizzare e valorizzare al meglio lo spazio.

Gli schemi che vanno a definire i percorsi che consentono di accedere agli ambienti devono tener conto dello spazio generale, delle singole stanze, della reciproca posizione, del passaggio delle persone.

errori riguardanti i materiali

3. Optare per materiali che imitano quelli naturali

I materiali naturali, almeno per un’abitazione, sono in assoluto la migliore scelta che tu possa fare: tra tutte le motivazioni, non ultima è quella riguardante lo smaltimento, una volta che questo diventerà una necessità oggettiva.

Nel corso degli anni, l’attenzione all’ambiente ha portato diversi progettisti a preferire materiali naturali piuttosto che quelli ideati e realizzati su base chimica. Ancora oggi, però, purtroppo molte sono le persone che, per convenienza (convenienza??) o semplicemente per “non conoscenza”, prediligono quelli non naturali.

Se invece utilizzerai materiali naturali, otterrai principalmente 2 vantaggi:

  • maggiore benessere ambientale interno (leggasi: salute per gli abitanti di una casa);
  • consumi minori a livello di ambiente globale (sei sicuro che quello che riguarda il “globale” non interessi il tuo “particolare”?).

Ti prego: se puoi, non imitare il legno, non imitare la pietra, non imitare il marmo…!

Spesso, a chi deve ristrutturare la propria abitazione, vengono proposti materiali che imitano quelli naturali.

Molte persone optano per tale scelta pensando che, imitando i più nobili materiali naturali, si raggiunga un compromesso accettabile: i costi inizialmente più bassi sono la ratio principale con cui si ragiona.

Alla lunga, però, questa scelta non si rivelerà la migliore per diverse ragioni:

non viene garantito un vero comfort ambientale interno
la resa estetica finale è del tutto opinabile (anche dal punto di vista della successiva trasformazione cromatica e materica di un materiale non naturale).
Non ultimo da tenere in considerazione è il fatto che i materiali naturali garantiscono la traspirazione delle superfici: potresti vivere per sempre indossando un vestito di plastica?

SUGGERIMENTO
Un modo semplice per far respirare la tua casa? Comincia a curare le pareti con le pitture ecologiche.

4. Non tenere conto della durata nel tempo dei singoli materiali impiegati

La durabilità dei componenti edili (durata dei materiali e loro manutenzione) rappresenta un importante questione. La norma di riferimento è la UNI 11156, “Valutazione della durabilità dei componenti edilizi”. Le prestazioni dei materiali sono importanti sia in fase di progettazione sia successivamente, quando l’edificio è stato realizzato e/o ristrutturato. Due sono gli elementi da considerare quando si parla di durabilità di un componente edilizio:

  • affidabilità del componente (durata e sicurezza);
    prestazioni del componente.

5. Optare per materiali che hanno una prevalenza di tossicità

Purtroppo sul mercato sopravvivono ancora materiali edili spesso cancerogeni.

SUGGERIMENTO
Anche “internamente” alla muratura (intendo dire, ad esempio, come strati isolanti) non optare per materiali non naturali.

Scopri o fatti illustrare da un professionista i vantaggi, ad esempio, di sughero e canapa.

errori riguardanti l’arredamento

6. Eccedere nell’accostamento di materiali e colori

Evita di sovraccaricare gli ambienti di materiali e colori. Questo consiglio, considerando la varietà di arredi presenti sul mercato, è complesso da attuare e la tentazione si trova sempre dietro l’angolo, quindi è bene avere un’idea precisa prima di partire nella scelta dell’arredamento oppure rivolgersi a professionisti del settore.

Anche i materiali degli arredi, al pari dello “stile generale” di una singola stanza o dell’intera abitazione, devono tenere conto, sì, del gusto delle persone, ma soprattutto dell’armonia tra le parti. È l’armonia la tua “stella accompagnatrice”: opta per due -al massimo tre- materiali.

Puoi anche pensare a materiali riciclati e impiegati nuovamente per singoli complementi, se ti poni in un’ottica ecosostenibile.

SUGGERIMENTO
Rispettando quanto consigliato sopra, azzarda con un complemento d’arredo decisamente “fuori dal coro” sia per design che per materiale!

I colori vanno dosati. Ciò nonostante, questo consiglio non si traduce necessariamente in una scelta monocromatica, anzi!

Dosare significa anche accostare, e, per fare questo, gli elementi da tenere in considerazione nella scelta dei colori riguardano:

  • lo stile generale della stanza e/o dell’abitazione
  • i mobili presenti
  • la luce (naturale ed artificiale)!!
  • i complementi che si vogliono inserire o che ci sono (quadri, ecc..).

SUGGERIMENTO
Prova a scegliere un colore e poi ad optare per un arredamento che rispetti la scala di colori ad esso relativa.

Poi, così come nel caso dei consigli sui materiali, punta sull’effetto “Wow!” di un colore “fuori dal coro”.

7. Fare errori di “misurazione-proporzione-equilibrio”

Non calcolare male le proporzioni quando scegli ed acquisti i mobili “indispensabili” (divano, tavoli, sedie, letto, armadi…).

A meno che tu non sia decisamente un esperto, non acquistare mobili solo perché trasportato dalla frenesia del momento, senza aver considerato le esatte misure dell’ambiente che vuoi arredare, le esatte misure dei mobili stessi e -importantissimo!-quelle necessarie ed indispensabili per muoverti agevolmente negli ambienti.

In poche parole: stai lontano dal rischio compulsività! Quando si acquista una casa o ci si trasferisce, o magari si intende rinnovare gli interni della propria abitazione, il rischio è quello di “riempire” lo spazio a disposizione (e non di arredarlo).

Le parole d’ordine devono essere due:

  • Proporzione (tra le parti)
  • Equilibrio (nella composizione)

Ogni abitazione ha una propria specifica conformazione. Quelle soluzioni così accattivanti che ti hanno letteralmente conquistato consultando una rivista, potrebbero non essere adattabili alla tua casa: occorre sempre avere una visione d’insieme che riesca a non soffocare lo spazio disponibile.

Non solo. Il già citato atteggiamento compulsivo, che può portare ad arredare in maniera frettolosa, ammucchiando mobili e non solo, si traduce ovviamente anche in una riduzione dello spazio e quindi della funzionalità di un ambiente.

Il nuovo mantra dovrebbe essere: salva lo spazio!

Lo dico meglio: esalta lo spazio! …e non semplicemente “riempilo”.

SUGGERIMENTO
Nell’acquistare i mobili, assicurati prima che realmente riescano ad attraversare la porta d’ingresso!

SUGGERIMENTO
Parti dai mobili di grandi dimensioni (“gli indispensabili”) e colloca in un momento successivo quelli più piccoli:

gli arredi più ingombranti, una volta disposti, diventano punti di riferimento. Una volta posizionato il mobile più grande, questo, da solo, già andrà a definire lo spazio ulteriormente utilizzabile.

Ora osserva lo spazio restante e via via inserisci (o acquista) i mobili più piccoli: eviterai l’effetto “surplus”.

SUGGERIMENTO
Trova il punto focale della stanza (spesso la geometria dell’ambiente o una visuale particolare attraverso una finestra) aiuta ai fini della composizione generale dello spazio.

Individuare il punto focale consente di trarre beneficio da un’area o da un oggetto collocato in quell’area precisa, attira l’attenzione e fornisce il punto di partenza per inserire il primo mobile e, a seguire, tutti gli altri.

8. Eccedere negli stili

Tieni presente che il consiglio principe, tanto ovvio quanto spesso tralasciato, per non eccedere nell’accostamento degli arredi, dei loro colori e dei loro materiali è quello di avere un progetto prima di passare all’azione.

E’ comprensibile che nella tua abitazione tu voglia sperimentare, ma in ogni caso dovrebbe regnare sempre il concetto di armonia, anche laddove si decida di far convivere qualche elemento di arredo più “di rottura”.

Spesso, dopo un trasloco, capita che si vogliano conservare alcuni mobili con il buon proposito di rinnovarli per adattarli alla nuova idea di casa. Se ti trovi in questa situazione, valuta se ciò sia possibile.

È vero: i mobili rappresentano il gusto personale e spesso sono legati a ricordi e persone. Domandati però sempre se, mescolando arredi con stili differenti, potrai comunque garantire l’armonia complessiva tra le parti.

Vale sempre la regola non scritta dell’equilibrio: non è raro, infatti, che, se accostati, due elementi distanti tra loro nel quadro generale risultino poi praticamente perfetti!

SUGGERIMENTO
Attenzione però all’effetto “deserto”!

Il senso di ampiezza di una stanza o di un open space è certamente molto bello, ma un ambiente di questo tipo rischia di diventare “uno stanzone vuoto” se l’arredamento, i colori e i complementi non vengono collocati nella giusta misura e maniera.

Piccoli accorgimenti per ottenere una suddivisione di una porzione di open space?

Realizza per esempio una “quinta contenitore”: una separazione non muraria che crei una sotto-zona e contemporaneamente sia utile e funzionale.

errori riguardanti l’illuminazione

9. Non studiare il progetto illuminotecnico insieme a quello dell’arredo

Che si debba rinnovare una stanza oppure ristrutturare l’intera abitazione, l’illuminazione deve viaggiare di pari passo anche al posizionamento dell’arredamento e dei complementi inseriti nello spazio.

La luce naturale è chiaramente la prima da prendere in considerazione: in rapporto ad essa deciderai come comportarti sia rispetto alla collocazione dei mobili, sia rispetto allo studio dell’illuminazione artificiale.

Studierai poi il modo migliore di illuminare sia globalmente l’ambiente, sia specifiche zone di quest’ultimo (la zona lettura, la zona studio, la zona ingresso, la zona preparazione cibi, ecc..), anche e soprattutto in considerazione del tipo di lavorazioni che intendi affrontare: sarà un semplice restyling degli ambienti, o vi sarà un vero e proprio lavoro di ristrutturazione che consentirà di revisionare e modificare totalmente l’impianto elettrico?

Errore opposto è quello di fornire eccessiva importanza alla sola illuminazione, realizzando soluzioni copiate, senza aver considerato la struttura specifica di un ambiente, le sue aree di utilizzo e l’arredo.
Luce, forme, elementi architettonici, mobili concorrono alla definizione di un ambiente.

Infine: le gradazioni di colore sono importanti. Occorre sapere quando utilizzare le luci calde e quando quelle fredde. La luce calda tende verso la cromia gialla, mentre, all’opposto, la luce fredda tende verso il colore azzurro/bianco-azzurro: gli effetti nell’ambiente (e in dettagli di esso) delle due gradazioni saranno quindi completamente differenti.

Cristina Iaconi

Cristina Iaconi

Siamo Cristina Iaconi e Andrea Greco, insieme abbiamo creato Vitae Studio dove progettiamo, ristrutturiamo e realizziamo luoghi che vogliono essere abitati.

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