Le pitture ecologiche: la casa malata

20 Aprile 2019 | PROGETTARE, RISTRUTTURARE

Scritto da Cristina Iaconi

Architetto

pitture ecologiche
La tradizione architettonica ci ha fatto conoscere le finiture a base di grassello di calce, che sono altamente traspiranti e resistenti alla formazione delle muffe.

Alla conclusione della lettura di questa guida, ti domanderai perché non dovresti optare anche tu per l’utilizzo delle pitture ecologiche.

Ora, non è necessario puntare ad ottenere a tutti i costi un prodotto che sia del tutto naturale, ma sicuramente che sia il più naturale possibile.

Ecco, è questo quello a cui dobbiamo maggiormente aspirare:

1) abbassare drasticamente il livello di sostanze nocive volatili (i cosiddetti COV, composti organici volatili);

2) consentire la traspirazione delle pareti, che devono essere un filtro di regolazione dell’umidità.

E’ il cosiddetto concetto della “Terza Pelle”. Se la nostra “Prima Pelle” è l’epidermide e la nostra “Seconda Pelle” è rappresentata dai vestiti che indossiamo, la “Terza Pelle” è la nostra abitazione: in quanto tale deve anch’essa traspirare. Molto semplice.

Dipingere le pareti con le pitture ecologiche non è un atto innovativo, ma una pratica antica da riscoprire, anche per le garanzie di salubrità dell’aria e di protezione dall’umidità che tali prodotti garantiscono.

In questo articolo mi soffermo su un aspetto che rappresenta la premessa al discorso del prediligere le pitture ecologiche: il concetto della casa malata.

primo aspetto

La casa malata

Spesso la nostra attenzione si concentra solo sulla scelta del colore e sulla tecnica di pittura.

Eppure, quando scegliamo una vernice o pittura convenzionale, si generano due tipi di problemi:

  • eccesso di emanazioni volatili negli ambienti
  • ridotta traspirabilità delle pareti.

Ti potrebbe apparire incredibile, ma l’inquinamento domestico (il cosiddetto inquinamento indoor) può essere decisamente più dannoso di quello presente all’esterno. “Ma all’esterno, in città, la situazione non è sana!” – potresti ribattere.

Certo, ma a le esalazioni presenti all’interno di uno spazio confinato (di abitazione, di lavoro, di svago) sono notevoli. Non ce ne accorgiamo, eppure le condizioni interne di un edificio spesso sono peggiori di quelle all’esterno.

E ricorda: negli spazi confinati (abitazioni e luoghi di lavoro) noi passiamo la maggiorparte delle ore della nostra giornata!

A) Eccesso di emanazioni volatili negli ambienti:

la ricerca scientifica ha del tutto sancito il legame tra l’insorgere di patologie che riguardano la salute dell’uomo e i componenti dei principali prodotti convenzionali per il trattamento delle pareti. Sono soprattutto i nervi, il cervello ed il fegato ad essere sottoposti ai rischi maggiori nel caso di inalazione dei vapori emanati dai solventi.

B) Ridotta traspirabilità delle pareti:

le pitture, in generale, sono costituite da un legante, da un pigmento e da un solvente (che impartisce la consistenza voluta).

Ora, i prodotti convenzionali per pareti e soffitti creano una vera e propria barriera protettiva, impedendo la traspirabilità naturale dei materiali da costruzione e quindi inibendo il crearsi di un positivo microclima abitativo. Le pitture e resine plastiche che rivestono le pareti, infatti, non lasciando respirare gli ambienti, fanno sì che tutte le particelle tossiche prodotte dalla stesse pitture, dall’abitazione e dagli abitanti, permangano all’interno.

Poiché, per ogni chilo di vernice applicata, evaporano dai 250 g agli 800 g di solvente, è immediato comprendere quale sia la quantità di vapori che avranno un effetto negativo sulla nostra salute.

I solventi si trovano principalmente dentro vernici, pitture, prodotti svernicianti, impregnanti. Nelle pitture all’olio vi può essere fino al 50% di solventi, nelle pitture murali lavabili, la percentuale di solventi arriva fino al 15%.

Vuoi qualche esempio degli effetti prodotti da alcuni dei solventi più comuni contenuti nei prodotti vernicianti convenzionali?

  • Il benzolo è uno dei solventi più pericolosi. Contenuto per esempio negli vernicianti, può irritare gravemente le mucose, può comportare mutamenti nella composizione sanguigna, danni al fegato, ai reni e alla milza.
  • Il tetracloruro di carbonio è utilizzato anche nella preparazione di resine e vernici. Ha un’azione cancerogena.
  • Le trementine sintetiche sono presenti ad esempio in quasi tutte le vernici e le resine sintetiche. Hanno azione cancerogena. La respirazione prolungata causa irritazioni, nausea, svenimenti.
  • Il diclorometano è presente in miscele di solventi per vernici e svernicianti. Può agire sui centri nervosi. L’avvelenamento acuto provoca paralisi nervomotoria.
Cristina Iaconi

Cristina Iaconi

Siamo Cristina Iaconi e Andrea Greco, insieme abbiamo creato Vitae Studio dove progettiamo, ristrutturiamo e realizziamo luoghi che vogliono essere abitati.

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