Ristrutturare in bioedilizia: cosa vuol dire (parte 2)

30 Marzo 2020 | RISTRUTTURARE

Scritto da Cristina Iaconi

Architetto

pitture ecologiche

Nell’articolo precedente ti ho parlato del perché dovresti ristrutturare in bioedilizia, dei principali vantaggi di questa scelta e del primo passo da fare, ovvero scegliere di utilizzare (il più possibile) materiali naturali.

In questa seconda parte, parlerò di come ristrutturare in bioedilizia dal punto di vista “spaziale”, ovvero dal punto di vista dello studio della distribuzione interna, compatibilmente con le caratteristiche esistenti di un immobile e con l’esposizione dell’edificio in cui è inserito.

secondo passo

Studiare una disposizione interna degli ambienti che sfrutti al massimo il percorso del sole

Devo fare una doverosa premessa: una progettazione che tenga conto il più possibile dell’esposizione degli ambienti non è un vezzo o una stramberia, ma la base per massimizzare il benessere psico-fisico di chi abiterà un luogo.

Devo fare anche un’altra premessa, che sarà la risposta alla possibile obiezione che potresti farmi.

Non sempre sarà possibile applicare questa metodologia (totalmente o in parte): in un immobile che troviamo già bell’e fatto, posto all’interno di un edificio in una posizione x, con un certo numero di finestre e con dei vincoli dettati magari dagli impianti, non sarà né facile né sempre attuabile (ad esempio se l’immobile non ha una doppia o multipla esposizione) ripensare la disposizione degli ambienti in base al sole e alla migliore ventilazione. Questo non vuol dire che non si possa fare nulla o, per lo meno, che non si possa studiare la migliore soluzione.

Immagina di aver appena acquistato la tua nuova casa: la stanze da letto sono esposte a sud e la zona giorno ad est o a nord. Risultato? La zona notte, per nulla o poco utilizzata durante il giorno, godrebbe della massima luminosità (e anche del massimo accumulo di calore, ovvero del surriscaldamento) durante tutto l’arco della giornata, mentre il soggiorno (che magari è anche una sala da pranzo e contiene un angolo studio) sarebbe quasi buio e freddo.

È qui che entra in gioco l’architettura bioclimatica, ovvero un approccio progettuale che utilizza gli elementi naturali (sole, vento, vegetazione, acqua e terreno) per far sì che il nostro luogo da abitare raggiunga determinati requisiti di comfort svincolandosi il più possibile dall’utilizzo di impianti di raffrescamento e riscaldamento. Ovvio: in un immobile esistente potremo utilizzare più che altro il sole, il vento e magari la vegetazione.

Lo sappiamo tutti: il sole sorge ad est, passa per sud e tramonta ad ovest.

Partendo da una suddivisione funzionale essenziale (spazi d’uso e spazi di servizi), in un progetto con approccio bioclimatico:

  • la zona giorno (soggiorno, pranzo e cucina) deve essere esposta a sud o sud-ovest, così da beneficiare al massimo della luce naturale.

E con il surriscaldamento come la mettiamo?

Per tutte le vetrate esposte a sud, in estate prevederemo sistemi di ombreggiamento.

Come?

Innanzitutto, se ti è possibile, con la vegetazione esterna, ma attenzione: deve essere una vegetazione a foglia caduca, così che il fogliame protegga le vetrate durante l’estate e non impedisca il passaggio dei raggi solari durante l’inverno.

Puoi ottenere condizioni di ombreggiamento anche con tende esterne e portici (o oggetti fissi) a doghe regolabili. Perché ho precisato che le tende dovrebbero essere esterne? Perché quel che va evitato in estate è che i raggi raggiungano la superficie vetrata: ma se le tende sono interne, il sole comunque colpirà il vetro, provocando surriscaldamento.

Durante l’inverno, invece, quando il sole è basso all’orizzonte, le vetrate esposte a sud saranno quelle che continueranno a ricevere il maggiore irraggiamento, e questo si tradurrà in ambienti più riscaldati (e più illuminati).

Va da sé che, applicando anche solo questo primo accorgimento (posizionare la zona giorno a sud o sud-ovest), otterrai un vantaggio anche economico dal punto di vista dei consumi energetici (riduzione dell’utilizzo della luce artificiale) e termici;

  • le stanze della zona notte devono essere esposte preferibilmente a est o nord-est, così da essere illuminate naturalmente al risveglio e da non subire surriscaldamento durante il giorno;
  • tutti gli ambienti a cui vogliamo regalare la luce e l’esposizione del tramonto, saranno esposti a ovest o nord-ovest;
  • e cosa mettiamo a nord? Ovviamente, sempre che ciò sia possibile, i bagni, la lavanderia, i ripostigli, i vani scala, i corridoi, i disimpegni. In fondo, pensaci, cosa te ne fai di una cabina armadio esposta a sud o a ovest?

A tutti questi accorgimenti progettuali, aggiungeremo poi lo studio dei cosiddetti sistemi VCM, ovvero sistemi di ventilazione meccanica controllata.

Nei prossimi post continuerò a illustrarti i passi successivi, ovvero le ulteriori azioni concrete che potrai mettere in pratica per realizzare una ristrutturazione in bioedilizia.

In particolare ti parlerò di:

  • studiare e sfruttare la ventilazione naturale;
  • isolamento;
  • impianti.

Per una consulenza su tecniche e materiali bioedili da applicare alla tua ristrutturazione, contattaci all’indirizzo info@vitaestudioarchitettura.it

Cristina Iaconi

Cristina Iaconi

Siamo Cristina Iaconi e Andrea Greco, insieme abbiamo creato Vitae Studio dove progettiamo, ristrutturiamo e realizziamo luoghi che vogliono essere abitati.

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