Ristrutturare in bioedilizia: cosa vuol dire (parte 1)

2 Marzo 2020 | RISTRUTTURARE

Scritto da Cristina Iaconi

Architetto

pitture ecologiche

In questo articolo non voglio parlarti della realizzazione da zero di case ecologiche. Perché la bioedilizia non è sinonimo solo, ad esempio, di casa in legno.

Voglio invece soffermarmi sulla possibilità reale di poter applicare principi e norme della bioedilizia a un’attività molto frequente, ovvero quella della ristrutturazione dell’esistente.

Esistono infatti diverse possibilità di intervenire su un immobile già esistente: pensa all’isolamento, ai materiali di pavimenti e rivestimenti, agli impianti…

Ovvio, avendo la possibilità (e la voglia) di far progettare e realizzare da zero una struttura in bioedilizia, si hanno a disposizione molte più variabili e quindi molte più soluzioni. In questo caso, infatti, il progettista potrà agire praticamente quasi in completa libertà sui 4 parametri che ritengo i pilastri di una progettazione in bioedilizia (e in bioarchitettura), ovvero:

  • clima e contesto,
  • forma e orientamento
  • distribuzione interna
  • materiali (il più possibile) naturali.

Se però vuoi far sì che la tua casa o, in generale, il tuo spazio, siano più sani, più efficienti e più “dialoganti” con la natura, allora puoi scegliere di ristrutturare in bioedilizia.

Ma tu stai già pensando ai costi, vero? In un articolo che scriverò a breve affronterò meglio questo aspetto. Intanto posso anticipare che, in base alla mia esperienza, una ristrutturazione in bioedilizia potrebbe essere paragonata a una ristrutturazione “di qualità” in edilizia tradizionale, ma la spesa “finale” (intendendo il risparmio dopo anni dall’intervento) potrebbe anche arrivare al 40%.

Esistono infatti diverse possibilità di intervenire su un immobile già esistente: pensa all’isolamento, ai materiali di pavimenti e rivestimenti, agli impianti…

Perché mai dovresti ristrutturare in bioedilizia?

La bioedilizia risponde a diverse esigenze

Esigenze legate:

  • alla salute in generale
  • al risparmio energetico
  • al benessere indoor (ovvero quello legato allo “stare” in un ambiente chiuso, in un interno, per intenderci), quindi il benessere psico-fisico di chi abita un certo ambiente (ricorda sempre: anche il tuo ufficio o luogo di lavoro è un ambiente in cui abiti!).

E in che modo la bioedilizia risponde a queste esigenze?
Progettando, realizzando o selezionando materiali, impianti e tecniche costruttive che garantiscano salubrità e sostenibilità ambientale.

E poi, vogliamo un po’ parlare anche di etica?
La bioedilizia, con costi non per forza più elevati delle tecniche di costruzione o ristrutturazione tradizionale, si pone l’obiettivo di soddisfare le richieste edilizie di oggi impegnandosi a garantire anche le possibilità di sviluppo delle generazioni future.

Ristrutturare in bioedilizia

I principali vantaggi

Partiamo da una premessa fondamentale: la maggior parte delle abitazioni (e dei luoghi in generale) che abitiamo è insalubre. È così. Sto parlando di villette, condomini, palazzine, edifici per uffici energivori e velenosi. Non vennero costruiti pensando a principi di salubrità e sostenibilità (anche in vista di un futuro non così lontano), ma quasi sempre utilizzando materiali e tecniche veloci e subito disponibili (intonaco di cemento, materie plastiche, resine sintetiche, amianto….devo continuare?).

Quali vantaggi otteniamo invece con la bioedilizia (e, più in generale, con la bioclimatica e la bioarchitettura)?

Otterremo:

  • un edificio (o un singolo immobile) più caldo in inverno e più fresco in estate (riduzione quindi di consumo energetico) tramite isolanti rinnovabili e atossici;
  • una ottimizzazione dell’energia solare (grazie ai principi della bioarchitettura e della bioclimatica) tramite la ridistribuzione degli interni in base al percorso del sole, la realizzazione, ove possibile, di serre solari e la dotazione di pannelli fotovoltaici e collettori solari per l’acqua calda sanitaria;
  • un edificio (o un singolo immobile) dotato di ventilazione meccanica controllata;
  • un edificio (o un singolo immobile) dotato di impianti tecnologici ad altissimo rendimento;
  • un ambiente in cui materiali edili, pitture e arredi non emettono gas tossici.

Non ti sembrano ottimi risultati?

Cosa puoi fare concretamente per ristrutturare in bioedilizia?

Primo passo: utilizzare (il più possibile) materiali naturali

In questo articolo non tratterò la descrizione dei singoli materiali di origine naturale utilizzabili in una ristrutturazione in bioedilizia, ma illustrerò alcuni criteri generali per selezionarli.

Sinteticamente posso dirti che un materiale naturale è quello che guarda tanto alla salute dell’uomo quanto a quella dell’ambiente.

Scendendo più nello specifico, le caratteristiche principali che definiscono bioedile un materiale sono:

  • assenza di sostanze pericolose nella composizione che possono comportare il rilascio di natura chimica (gas, composti organici volatili VOC, di cui ti avevo già parlato qui) o di natura microbiologica (muffe, funghi, batteri) e il rilascio di polveri, fibre o particelle radioattive;
  • bassa emissività e inquinamento ambientale nelle diverse fasi del ciclo di vita del prodotto;
  • riciclabilità e smaltibilità delle materie prime impiegate, limitando i rischi ambientali;
  • sicurezza per i lavoratori nella fase di produzione e per gli utenti nell’utilizzo quotidiano;
  • sicurezza in caso di incendio.

E attenzione: così come avevo illustrato parlando di pitture ecologiche, dovrai innanzitutto distinguere (o farti guidare nella distinzione) tra i marchi di materiali che si “fregiano” dell’etichetta “bio” o “eco” (per pure mosse commerciali dettate dalla moda) e quelli che sono realmente bioedili in quanto certificati da enti specifici preposti a questo scopo (sto parlando del marchio di garanzia Ecolabel).

Quali saranno le “categorie” di materiali e prodotti che dovranno essere selezionate per una ristrutturazione veramente bioedile? Quasi tutte (risposta beve).

Partiamo da un ovvio presupposto: in una ristrutturazione (quindi in un intervento in cui l’involucro già esiste) non potremo agire sulla muratura esterna (tecnicamente si chiama tamponatura), ma potremo cercare di migliorare le sue prestazioni (in termini di efficienza energetica).

Invece, per quanto riguarda tutto il resto, possiamo agire su molteplici fronti e specialmente su:

  • materiali per le tramezzature interne (e relativi telai)
  • malte e intonaci
  • pavimentazioni (e massetti sottostanti)
  • pitture (per interni e per esterni, nel caso di una ristrutturazione più radicale)
  • arredi (senza collanti, o con colle prive di formaldeide)
  • infissi
  • tessuti.

Nei prossimi articoli continuerò a illustrarti i passi successivi, ovvero le ulteriori azioni concrete che potrai mettere in pratica per realizzare una ristrutturazione in bioedilizia.

In particolare ti parlerò di:

  • isolamento;
  • studio della distribuzione interna compatibilmente con le caratteristiche esistenti di un immobile e con l’esposizione dell’edificio;
  • impianti.

Per una consulenza su tecniche e materiali bioedili da applicare alla tua ristrutturazione, contattaci all’indirizzo info@vitaestudioarchitettura.it

Cristina Iaconi

Cristina Iaconi

Siamo Cristina Iaconi e Andrea Greco, insieme abbiamo creato Vitae Studio dove progettiamo, ristrutturiamo e realizziamo luoghi che vogliono essere abitati.

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