Il nuovo muro di fondo del Tempio della Pace

Un setto di luce sulla Via dei Fori Imperiali

Committente

Parco Archeologico del Colosseo

Categoria

Progettazione architettonica ex novo

Obiettivo

Completare l’antico muro e renderlo funzionale per le nuove esigenze

Anno

2018

Photo credits

Pietro Bomba e arch. Andrea Greco

Funzionario progettista

Arch. Barbara Nazzaro
Progetto strutturale
Ing. Bruno Zeuli
Lighting
Arch. Barbara Nazzaro con Vitae Studio
Impresa principale
Angeloni Angelo

Intorno al 200 d.C., nella sala del Tempio della Pace venne rinvenuta la prima planimetria di Roma: la cosiddetta Forma Urbis Romae.
Poiché doveva essere consolidato e completato il muro che separava il Foro della Pace ed il Vico delle Carine, si è pensato di realizzare un’opera che rendesse comprensibile ai passanti la planimetria del Tempio e degli edifici ad esso adiacenti.

VITAE STUDIO architettura ha sviluppato il progetto esecutivo insieme all’Arch. Barbara Nazzaro, progettista e direttore dei lavori del Parco Archeologico del Colosseo.

Il muro.
Si è realizzato un nuovo muro, in parte in blocchi di tufo e in parte in elementi strutturali metallici, di confine tra l’antica strada romana e l’area del Tempio ed è stato pensato come un lungo setto “contenitore” che sporge, oltre la quota della strada romana, di un’altezza tale da essere anche un parapetto per i visitatori del sito.

La scala.
Questo nuovo setto murario non è pieno, ma “svuotato”, per contenere al suo interno una scala che renda possibile il collegamento tra le due diverse quote: quella del Vicus ad Carinas e quella della sottostante zona del Tempio della Pace. a questo scopo, all’interno del muro, è stata realizzata una scala, completamente coperta per la quasi totalità della sua lunghezza, che risolve il suddetto collegamento tra le due quote.
Alla struttura principale è stata fissata una sottostruttura che ha la funzione di sostenere i pannelli di corten traforati e retroilluminati mediante led.

Il trattamento della superficie del nuovo muro e i possibili materiali di rivestimento.
Partendo:

  • dalla impossibilità di riconfigurare esattamente il muro antico,
  • dalla strategicità del luogo, considerata la sua prossimità a via dei Fori Imperiali
  • dalla necessità di voler rendere comprensibile ai passanti (lungo la passeggiata su via dei Fori Imperiali) e ai visitatoril’antica configurazione planimetrica di quei luoghi

si è scelto di realizzare un muro che, da una parte, nascondesse la scala di collegamento tra il Templum Pacis e il Vicus ad Carinas e che, dall’altra, assolvesse ad uno scopo didattico.

Il tema è dunque quello della “pelle”: la lavorazione al laser delle lastre di corten (traforate come un stencil) raffigura una stilizzazione della Forma Urbis Romae, ritrovata proprio in quei luoghi, resa visibile sia di giorno che di notte grazie ad un sistema di retroilluminazione a led, la cui luce verrà diffusa in maniera omogenea grazie all’interposizione, tra le barre led (con temperatura di colore calda) e i pannelli di corten, di pannelli in plexiglass color bianco latte.

Ci si annoia talvolta a Roma il secondo mese di soggiorno, ma giammai il sesto, e, se si resta sino al dodicesimo, si è afferrati dall’idea di stabilirvisi.
Stendhal, “Passeggiate romane”

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